Paola maria lussoglio
ostetrica e levatrice
 
 
La Ri-Abilitazione del Pavimento Pelvico
 
Ri – abilitare” è una parola che amo perché si spiega bene: significa semplicemente restituire una abilità, un potere che si presume perduto ma che si può ri-svegliare e ri-attivare.
    Riabilitare il pavimento pelvico significa anche permettere al corpo e alla donna di ritrovare un potere ed un sapere preziosi per la sua salute perché intimamente legati al suo femminile.
 
Il pavimento pelvico è la Terra della donna, è la soglia del suo femminile corporeo e sessuale, come luogo di passaggi è un organo di relazione e come custode della genitalità è la sede degli istinti più arcaici legati alla sopravvivenza della specie.
 
Il suo benessere, dato da una giusta tonicità e abilità di movimento, influisce notevolmente sul buon funzionamento degli organi che il bacino contiene e il pavimento pelvico sostiene: vescica ed uretra, utero e vagina, vulva, ovaie e tube, retto e ano.
 
 
    Ogni nostro disturbo o malessere, dell’anima o del corpo, ha una sua origine che il più delle volte ci rimane ignota e che comunque sia evolve coinvolgendo una complessità tale di elementi che può essere difficile risalire alle sue reali origini.
    
    Tuttavia il ruolo del pavimento pelvico è così prezioso per gli organi che dimorano nel bacino, che la sua scarsa validità può essere o la causa prevalente del disturbo femminile o una componente che, se pur non primaria, una volta considerata e riabilitata contribuisce in modo importante al miglioramento del malessere o alla guarigione stessa.
 
    Inoltre, pur possedendo anche gli uomini un pavimento pelvico, la donna, per le sue peculiarità anatomiche legate alla procreazione, è più predisposta dell’uomo a determinate problematiche tra cui: l'incontinenza (alle urine, feci e gas), difficoltà sessuali, cistiti e vaginiti ricorrenti, stitichezza, secchezza vaginale, dolore mestruale, prolassi, dolori localizzati (al basso ventre, perineale e lombalgie) fino alla vulvodinia.
    
    La Riabilitazione è consigliata anche prima o dopo gli interventi a carico degli organi pelvici come l’isterectomia e la correzione dei prolassi (es, plastica vescicale) per migliorare l’esito dell’intervento e prevenirne le complicanze e la ricomparsa del disturbo.
 
La Riabilitazione con la Chinesiterapia
 
La chinesiterapia è un approccio riabilitativo che si basa sulla percezione e sul movimento facendo eseguire alla persona, nell’ambito di sedute individuali, una serie di movimenti personalizzati mirati all’obiettivo da raggiungere senza l’ausilio prevalente di apparecchiature come biofeedback o elletrostimolatori.
        L’operatore che conduce il trattamento, (Ostetrica, Fisioterapista o Infermiere Professionale specializzato) utilizza le sue dita per facilitare il movimento e soprattutto permettere alla donna di sentire e prendere coscienza dell’abilità motoria specifica di questi muscoli.
 
La presa di coscienza delle molteplici competenze di questa parte del corpo è infatti un passaggio fondamentale che favorisce la riabilitazione: l’azione muscolare volontaria dipende dal controllo che dipende dal sentire: se sento so, se so, posso.
 
    Purtroppo la nostra cultura, in cui sopravvivono ancora molti tabù sulla genitalità, è responsabile di una specie di vuoto nel nostro schema corporeo per cui questa parte è quasi come se non esistesse e anche per questo è difficile sentirla e muoverla.
 
    Lo dimostra il fatto che una parte di donne che adesso sta leggendo questa pagina, volendo stringere volontariamente i muscoli della vagina (che poi è lo stesso movimento che si attua per trattenere la pipì) potrebbero trovarlo difficile ed avere la sensazione di dover contrarre contemporaneamente altri muscoli (addome, cosce, glutei).
 
Per questi motivi questo percorso si può pensare quasi come ad una riabilitazione culturale che serve a riavvicinare le donne al loro corpo attraverso la conoscenza, l’ascolto e la cura di sè.
 
 
    Un breve cammino rieducativo e/o riabilitativo può essere inoltre molto indicato in alcuni passaggi del femminile come il puerperio o la menopausa per prevenire, contenere o trattare difficoltà che in questi frangenti possono insorgere o riemergere.
 
NOVITA' per chi ha un prolasso (utero o vescica): non è un uovo ma un piccolo cubo di silicone che tiene al suo posto l'organo ballerino e che la donna si gestisce da sola mettendolo e togliendolo dopo un periodo di addestramento del quale mi occupo da un pò di tempo.
 
Attente allo STOP PIPI’
Quando sono presenti dei disturbi non è sufficiente allenarsi da sole seguendo istruzioni lette in giro proprio per difficoltà di percezione di cui si parlava prima ed è stato dimostrato che può essere controproducente utilizzare la pratica dell’interruzione quotidiana della minzione detta “stop pipì”.
 
Se si vuole provare a bloccare il getto per riconoscere i muscoli coinvolti, può essere utile, ma interromperlo regolarmente interferendo in un’azione che prevede il totale rilascio, si è visto che può compromettere la capacità di lasciare andare, non permette un ottimale svuotamento della vescica e talvolta favorisce la risalita delle urine dalla vescica agli ureteri.
 
    Anche in questo caso spesso vince comunque l’intuito dato che molte donne dicono di non riuscire a ricordarsi di farlo.....
 
 
LE SEDUTE INDIVIDUALI
La durata del percorso dipende da moltissimi elementi legati al tipo ed entità di disturbo ma soprattutto dalla disponibilità della donna a fare spazio nella propria vita a questo cammino basato su un lavoro pratico da eseguire quotidianamente.
 
    La frequenza delle sedute è inizialmente settimanale e ogni seduta ha la durata di quasi 1 ora.
 
    Al termine del trattamento la donna manterrà nella sua vita un lavoro fatto di attenzione e di allenamento che si sovrapporrà alle sue azioni quotidiane senza richiedere tempo specifico e, soprattutto, sarà una preziosa opportunità per ri-animare la sua femminilità’ partendo da quel potente centro di Sapere e Potere che è il Perineo.
 
 
 
Torino Marzo/Aprile 2019